SF FANTASCIENZA ti adoro

I festeggiati di oggi!

Non ci sono Compleanni

Eventi Ufficiali

Sabato, 26 Mag 2012
Orario: 20:00
Categoria: Eventi Ufficiali
Location evento: Ae Bronse Querte
Prezzo: € 30,00

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SF FANTASCIENZA ti adoro
Categoria:
Creato:
Lunedì, 18 Ottobre 2010
Gruppo Amministratori:
Un gruppo dedicato a tutti quelli come me che amano questa corrente letterari a torto considerata minore o leggera ma in realta' scrigno dei sogni e degli incubi dell'umanita e forse inquietante stimolo alla ricerca..........
Sabato, 11 Giugno 2011 da albatros50

 

proprio ieri sera discutevo a propositodi questo con alcuni amici a cena :)

I franchi tiratori......... o per usare un termine caro alla fantascienza gli "alieni" quei soggetti che proteggendosi con l'anonimato di un avatar, magari creato a posta per lo scopo.... esprimono giudizi o voti su di un soggetto reale o su di un gruppo al solo scopo di disturbare....

nelle ultime settimane alcuni di questi personaggi sono spariti dal sito, ma i loro voti sono comunque rimasti... altri magari iscritti da mesi e rimasti sleeping come le spie dormienti degli anni della guerra fredda hanno iniziato una azione di disturbo nei confronti di questo gruppo.....E PROBABILMENTE ALTROVE

uno " king Kong" fino ad ora ha mosso solo critiche, e' stato invitato in passato proprio alla luce di dette critiche a dare il suo fattivo contributo al gruppo Sf ma e' scomparso per mesi; RICOMPARSO SOLO ALCUNI GIORNI FA  votando al ribasso il gruppo ; per lui un messaggio particolare....... o riesce a farci vedere quello che secondo lui e'........costruttivo oppure......... il mondo e' bello vario e c'e' spazio per tutti altrove.... nel caso potra' eventualmente essere aiutato se non si espelle da solo......

Un' altro tale Boston  membro da dicembre di 1001, attivita' nel sito vicina allo 0, ha pensato bene di fare finalmente qualcosa e ci ha dato un bel 4; bello quanto inopinato ritengo....che voglia farci da stimolo? ne dubito, francamente, comunque se entrambi volessero aver un confronto "non virtuale" ben felice!!!!

Come la maggioranza degli iscritti a 1001 sono qui per divertirmi ................continuo a farlo anche se vocazionalmente mi sento sempre molto portato al recupero sociale :) anche nei casi disperati

Lunedì, 18 Ottobre 2010 da albatros50
a questo punto non sarebbe male darsi una riletta ai romanzi del buon vecchio Asimov della serie dedicata ai robots che ne dici Stefano???
Ultima risposta di albatros50 il Venerdì, 19 Agosto 2011
e con un po di copia ed incolla........ estendiamo la conoscenza di questo autore che e' stato anche soprannominato l'omero della fantascienza: Babel-17, pur essendo datato al 1966, quando lo scrittore era appena ventiquattrenne (sic!), non mostra segni di cedimento a quarant'anni di distanza dalla sua stesura e rappresenta un esempio emblematico di quanto vado sostenendo. I moduli della space opera, vengono qui ripresi per imbastire un'epica in cui trovano spazio personaggi memorabili, una guerra di proporzioni galattiche, riflessioni sulla linguistica, una buona dose di umorismo e — last but not least — la consueta quest che rappresenta il motore narrativo delle opere di Delany. Rydra Wong, poetessa di fama intergalattica in un futuro universo colonizzato dall'umanità, viene ingaggiata dall'esercito dell'Alleanza per decifrare un misterioso codice segreto che finora ha resistito agli assalti dei criptoanalisti militari e che presto si rivela essere addirittura un linguaggio, e un linguaggio davvero sui generis. ...molti libri di testo dicono che una lingua è un meccanismo per l'espressione dei pensieri. Ma la lingua stessa è pensiero. Il pensiero costituisce l'informazione e la forma che essa si sceglie. La forma concretizza una lingua, e la forma di Babel-17 è... sorprendente. Babel-17 è il nome in codice di questa lingua. In virtù della sua profonda sensibilità empatica, prossima a sconfinare nella telepatia, Rydra Wong si immerge nei suoi misteri, che fanno gola ai militari in quanto la lingua sembrerebbe essere adottata per trasmettere direttive opportune a presunte cellule terroristiche infiltrate nella società. La futura civiltà umana di Delany è infatti riuscita a estendere il suo dominio al di là dei confini del tempo e dello spazio, grazie alla rivoluzionaria tecnologia iperstatica, che permette di infrangere la barriera della luce; nelle galassie conquistate è venuta in contatto con una decina di civiltà aliene avendo occasione di maturare coscienza della pretestuosità di ogni discriminazione; eppure... continua a essere spaccata in blocchi contrapposti in una guerra fratricida. Di notevole interesse, a questo proposito, sono gli accenni mimetizzati tra le righe che lasciano intendere come tutti i protagonisti, inseriti nel contesto dell'Alleanza, siano di discendenza non occidentale (nella fattispecie africana e panasiatica), mentre gli Invasori schierati sul fronte opposto sarebbero i discendenti dei coloni americani. Una scelta che obbliga il lettore medio a un ribaltamento dei paradigmi della lettura, un cambio di prospettiva che impreziosisce ulteriormente il risultato finale. Così come in Nova (del 1968) gli impianti tecnologici diventeranno la trasfigurazione in chiave futuristica delle catene che ancora nell'Ottocento tenevano gli schiavi di colore sottoposti alla dominazione bianca nelle piantagioni del Sud, già in Babel-17 l'Autore torna con la mente alla storia dei rapporti civili, esprimendo così una delle più alte potenzialità della fantascienza.L'indagine di Rydra Wong si snoda attraverso le cinque parti del romanzo tra scenari rutilanti e carichi di magia: dalla Città dei Trasporti e le sue strade notturne popolate di spettri e combattenti e stranissime sottoculture urbane, ai pericolosissimi Cantieri di Guerra di Armsedge in cui si foggiano armi di distruzione di massa nuove di zecca, fino all'ultima frontiera della Frattura, terra di nessuno in mano ai pirati spaziali come Jebel, che la percorrono a bordo delle loro immense navi-montagna. Ma anche "riciclando" questi moduli tipici della fantascienza d'avventura, Delany trova il modo per mostrarli da un punto di vista nuovo e originale, che va dalla costituzione degli equipaggi dei vascelli (con spettri discorporati a gestire i sistemi di rilevamento sensorio della nave — Occhio, Naso e Orecchio — il pilota innestato direttamente con la nave in una ibridazione trascendente e i navigatori con le loro strane logiche familiari) all'affresco delle battaglie spaziali, che grazie a suo stile elegante e levigato assumono la dignità di piccole perle nell'economia generale del capolavoro. La maturazione della protagonista che si compie lungo lo svolgimento del romanzo tocca una maggiore efficacia grazie alla molteplicità dei punti di vista attraverso i quali viene inquadrata. E con lei assume statura epica la figura del Macellaio, l'uomo/alieno che inconsapevolmente custodisce il segreto di Babel-17. La lingua misteriosa si rivela così essere un sofisticato meccanismo di controllo, una lingua artificiale che l'Autore imparenta con alcuni dei più celebri linguaggi di programmazione di quegli anni (Fortran, OnOff e Algol), che annichila il concetto di individualità e in questo modo avvince la volontà stessa di chi matura la conoscenza delle sue strutture sintattiche e grammaticali. Delany si rifà qui all'ipotesi di Sapir-Whorf, secondo cui la formulazione linguistica dei concetti determinerebbe la visione stessa del mondo da parte del soggetto. Babel-17, per intenderci, è una lingua che non contempla l'esistenza di un "io", né direttamente come primo pronome personale né attraverso eventuali costruzioni alternative. Ma il suo blocco, per quanto totale e spietato nell'isolare il soggetto dal resto del mondo "esterno" al linguaggio, non è invincibile. Come per tutti i linguaggi procedurali imperativi, basta un semplice paradosso per scardinarne la solidità dell'impianto. E così si compie il superamento del limite e con esso la Rivelazione finale, che come insegna però Dick non è mai definitiva... Babel-17 rappresenta in definitiva un'opera memorabile, una prova incontestabile della straordinaria maturità del suo Autore, il cui insegnamento non a caso echeggia nelle opere dei principali interpreti del genere emersi nei decenni successivi, da Vernor Vinge a William Gibson, passando per Dan Simmons e M. John Harrison; una lettura consigliatissima agli appassionati del genere e non solo; un'esperienza che trascende il piacere della lettura fine a se stessa, addentrandosi nei territori della speculazione più ardimentosa e seducente. Un capolavoro assoluto.
Ultima risposta di albatros50 il Mercoledì, 08 Dicembre 2010
Ultima risposta di albatros50 il Martedì, 07 Dicembre 2010
Niente che dire se il tempo avesse odore, suono e aspetto sarebbe proprio come Bradbury aveva scritto. Nella fantascienza io ho trovato risposte alle mie domande di bambina..perchè chi scrive del futuro è un filosofo del futuribile, futuro possibile, un analizzatore tagliente dei suoi tempi, che gli vanno stretti e cerca furiosamente di non arrendersi al fatale destino che ci accomuna, ma libera la mente nel futuro dove la morte non può raggiungerlo.
Ultima risposta di Bast il Martedì, 26 Ottobre 2010
Ultima risposta di Bast il Giovedì, 21 Ottobre 2010

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