Arte ed estetica che passione
Per tutti gli appassionati di filosofia estetica, psicologia dell'arte, pittura, scultura, architettura e quant'altro, vi aspetto
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Grazie primavera, condivido pienamente. beata te che le hai viste di persona ste cose meravigliose. Pensa che io ho visto un reportage e se avessi potuto sarei partita subito per andare a gustarmele in tempo reale. Tutto troppo bello. Non so se hai visitato anche la cittadina termale di Bath, altro posto da sogno con dei posti bellissimi. Purtroppo nel web non si trovano molte immagini e mettere solo la descrizione letterale è riduttivo. Grazie ancora primavera. Un abbraccio.
Ligabue è stato anche scultore
Ligabue ha dato vita alle sue opere scultoree traendole dalla terra del Po, inerte ed informe, ma facilmente modellabile, disponibile a prender vita pur nella non fragile compattezza. Per Ligabue, tuttavia, la materia era indifferente, doveva solo essere docile alle sue richieste, non doveva imporsi per alcuna delle sue qualità: per renderla disponibile ed omogenea la masticava laboriosamente salivandola. Da un blocco d'argilla egli veniva sottraendo la materia fino a sbozzare la figura che voleva rappresentare, quindi rifiniva il modello con forti pressioni delle mani, con colpi di pollice, rifinendo successivamente con un oggetto affilato ed appuntito certi particolari quali gli occhi ed il pelo. Certe volte aggiungeva ulteriori particolari modellandoli come strisce che sovrapponeva e disponeva a formare code, orecchie, criniere, ecc.
L'attività scultorea di Ligabue sembra particolarmente intensa nel periodo 1930-40 e sembra riprendere negli anni Cinquanta. Alla fine della vita si preoccupò anche di farle cuocere, in modo da garantirne più a lungo la durata.
Alla scultura l'artista si potrebbe essere avvicinato istintivamente, poiché la natura stessa gli forniva abbondantemente la materia prima per realizzare le proprie idee, mentre procurarsi i colori era più complesso e costoso. Tuttavia se dobbiamo ricercare un'influenza su Ligabue sembra che questa debba ricercarsi in Andrea Mozzali, allievo dell'Accademia di Alceo Dossena, incredibile padrone di ogni tecnica plastica. Data la dimestichezza tra Ligabue e Mozzali, non è improbabile che quest'ultimo abbia incoraggiato, se non avviato, Ligabue alla scultura.
Anche nella plastica è riconoscibile un progresso in Ligabue: da forme più tozze, la cui materia è trattata con effetti espressionistici, a forme più complete articolate con superfici minutamente segnate nel pelo, curate nei particolari con la minuzia che si ritrova in certe opere di Ligabue degli anni '50, che ottengono l'effetto di frangere la luce sulla materia rendendola più vibrante, meno compatta. In mezzo sta una fase nella quale decora la materia rendendola quasi porosa.
I soggetti sono gli stessi della pittura, tuttavia rappresentati con una adesione realistica maggiore, una minor propensione alla deformazione: C'è il ricordo della pittura ottocentesca, vivificata da una personalità che, nonostante i soggetti, non li riduce mai a soprammobili decorativi.
Le sculture, almeno una parte di quelle superstiti - poiché più volte, data la fragilità della materia, sono andate perdute - dopo la morte dell'artista sono state fuse in bronzo usando tecniche diverse per gli stampi. Il "bestiario di Ligabue scultore", come lo aveva definito Mario De Micheli, si presenta come uno dei grandi momenti della scultura italiana del nostro secolo e sa riproporre, anche attraverso il bronzo, una vitalità, una potenza espressiva, una complessità di forme che non rendono inferiore l'attività plastica di Ligabue rispetto a quella pittorica.
Grazie per aver caricato i video
E' vero complimenti Franca anche per le immagini
Molto interessante Franca e vorrei ricordare in particolare il bellissimo reliquiario di Sant'Andrea conservato nella pinacoteca di Città di Castello
Intervento veramente interessante complimenti Marina



